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Se una notte d’inverno una signora

Perchè scrivere un Blog? “Perchè si ha qualcosa da dire e da condividere con il resto del mondo, perchè si sente l’esigenza che la propria voce e i propri pensieri arrivino a più persone possibili”, mi rispose un blogger che dava consigli sulla creazione della propria pagina personale, qualche tempo fa. Ma allora vi starete chiedendo cosa io abbia da condividere con il resto del mondo. Per chi mi conosce personalmente la risposta è piuttosto ovvia, per chi invece mi legge per la prima volta o mi conosce di sfuggita forse è meglio dichiararlo apertamente: la mia passione viscerale della storia dell’arte e di conseguenza per mostre, cataloghi, libri e pubblicazioni varie e assortite.

Non so precisamente quando mi sia venuta in mente la malsana idea di scrivere un blog; se non accadde quella sera sicuramente ciò che sentii in quella libreria mi aiutò a pensare.

Un vento pungente soffia tra le vie della città del santo. Pochi giorni a Natale e le strade, nonostante le temperature pungenti, brulicano di gente che sotto le luminarie parla lasciando nell’aria una piccola nuvoletta di fumo che passa davanti ai loro nasi rossi e svanisce con la stessa velocità con cui si era creata. In una libreria del centro di Padova troneggia nella sala di ingresso una bella colonna di libri dalla copertina nera e sovraccoperta arancione, sulla quale un capitello ionico viene staccato con violenza dalla sua colonna scanalata dalla scritta “Vandali” che arriva al centro della copertina con una potenza trionfante.

Una signora “impellicciata”, accompagnata da un amica altrettanto elegantemente vestita, mi si avvicinano mentre sono in piedi davanti alla colonna di carta. Ho appena preso in mano il libro di cui tutti i giornali parlano e mi accingo a leggere la quarta di copertina. La sessantenne prende una copia e con potente, quanto acuto, accento veneto, facendo “sballonzolare” il libro a mezz’aria verso l’amica dichiara:

Ara ciò, ze il libro che avemo visto ala television

L’altra si avvicina annuendo e dopo una lunga chiacchierata su ciò che il programma televisivo la sera precedente aveva mostrato, completa la discussione prima di spostarsi all’ultimo romanzo rosa,

brutta cosa questa delle robe d’arte, robe da matti, ma mi non savea nulla

e continua: “se lo stato non fa nulla, dovemo forse proteggere noi ste robe?”.

Tralasciando l’assoluta personalissima lezione di educazione civica della signora, (anche se centrale per comprendere la situazione culturale italiana) secondo cui lo stato non siamo NOI, ma qualcosa di altro che ci viene imposto e non scelto con i nostri voti, la cosa che in questa conversazione lascia a dir poco scottati è l’innocenza con cui la signora afferma: “Mi non savea nulla” e “se lo stato non fa nulla, dovemo forse proteggere noi ste robe?”

Cosa rispondere alla disarmante, quanto orribile semplicità di questa affermazione? Come far capire alla signora impellicciata e ingioiellata della “Padova bene”, (quella che va a teatro, che si incontra nei salotti buoni), che il paesaggio e il patrimonio culturale (facendo una citazione “ste robe”) non sono ANCHE nostri, ma NOSTRI? Come invitare la signora ad aprire i suoi bellissimi occhi e a guardare le campagne del Veneto (esempio campione che può valere per tutta la nazione) straziate da una continua costruzione di capannoni industriali?

Il libro “Vandali: Assalto alle bellezze d’Italia” di Stella e Rizzo ha portato alla ribalta il problema dei beni culturali, di un governo incapace (quello Berlusconi che si è assolutamente dimenticato dei beni artistici, depredando i musei di Roma e spendendo inutili fondi pubblici per interventi e mostre dal bassissimo, se non assente, valore scientifico) e di un dramma che coinvolge tutta la nazione (Da Sud a Nord).

Con oltre 1.200.000 di copie vendute e ben 22 edizioni è stato uno dei libri di maggior successo del 2011. è sicuramente un bel libro, ben scritto, accattivante, pieno di notizie e documenti, una lettura mai noiosa o scontata.

Ma ci voleva un libro (scritto per di più da due non esperti, non appartenenti al settore) per svegliare gli italiani e metterli a conoscenza della presenza di un patrimonio dimenticato, distrutto, abbandonato o poco valorizzato? Ci voleva un libro, o basta guardarsi intorno per capire che il nostro paesaggio è ormai irrimediabilmente danneggiato e i nostri beni culturali in stato di semi abbandono se non totalmente distrutti, molti dei quali ormai irrecuperabili?

La signora che in libreria si lamentava di come non dovrebbe essere certo lei a salvaguardare il PATRIMONIO NAZIONALE è la stessa che poi si mette in fila per assistere a concerti e vedere mostre. Mostre nelle quali spingerà altri spettatori per posizionarsi a pochi centimetri dal quadro coprendo la vista ad altre decine di persone, la stessa signora che alla fine giudicherà la mostra “assolutamente divina” e con le amiche commenterà e realizzerà un lezione “estemporanea” di storia dell’arte pur non avendo capito nulla (sottolineo NULLA) di ciò che ha visto, ma avendo disturbato metà dei visitatori.

Perchè scrivere un Blog allora? Per tentare di aprire gli occhi, per tentare di far capire di più sulle mostre e sui musei italiani, perchè non rimarrei così meravigliato se tra qualche anno, quando i riflettori dei telegiornali si saranno spenti, quando i libri di Stella e Rizzo saranno troppo vecchi, i figli e le figlie della signora, in una sala di un museo con le loro audio-guide alle orecchie, spingessero per farsi spazio tra gli altri visitatori, continuando nella loro totale maleducazione. Ma sopratutto non mi stupirei se con macchina fotografica alla mano, davanti ai resti di quello che prima era un palazzo signorile rinascimentale o una cappella, magari affrescata da Giotto per un certo Scrovegni, (vedi savegiotto.com), con aria sorpresa per il loro stato di conservazione dicessero: “ma mi non savea nulla”.

A presto

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