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Il Cardinale per Massa. Alderano Cybo.

Nell’Italia dove il sonno della ragione genera mostre e la ricerca spasmodica del famoso marmo bianco di Carrara porta a distruggere inesorabilmente le Alpi Apuane, la città di Massa si distingue, nella calda estate in conclusione, per una iniziativa culturale illuminante.

Tra le assurdità della proposta espositiva italiana, mentre il signor Silvano Vinceti (scopritore delle presunte ossa della Gioconda) autoelogiandosi per la sua dispendiosa quanto inutile scoperta, dichiarava alla stampa: “Non chiamatemi storico dell’arte! Io non sono uno di quei boriosi e arroganti professori che stanno solo a blaterare”, altri storici dell’arte (quelli veri, preparati e dediti alla materia) organizzavano, tra mille difficoltà e impedimenti, l’esposizione: “Il Cardinale per Massa; Alderano Cybo (1613-1700) nel quarto centenario della nascita”.

Adagiata ai piedi delle Alpi Apuane, la città di Massa nasconde tra le sue strade una storia appassionante e sconosciuta ai più. Dalla metà circa del XV secolo fino all’arrivo del fagocitante Regno Italiano, le città di Massa e Carrara formavano un piccolo ducato facente parte del Sacro Romano Impero, dominato dalla famiglia Cybo – Malaspina. Alla metà del Seicento il piccolo ducato si trova diviso tra due poli politici, ma nel nostro caso artistici, di prima importanza. Nonostante la vicinanza alla Capitale Granducale di Firenze, le committenze massesi propendevano con un certo vigore, verso la vicina Genova, come dimostrano le numerose commissioni del principe Carlo I al pittore Domenico Fiasella.

Le opere artistiche che troviamo nella città toscana all’inizio del Settecento sono però di netta e decisa derivazione romana. Come e per quale motivo l’asse artistico massese si sposta, a metà circa del Seicento, dalla vicina Genova alla più distante capitale pontificia?

Per rispondere a questo interessante quesito entra finalmente in gioco la figura del Cardinal Alderano Cybo a cui il Museo Diocesano e l’archivio di stato di Massa dedicano due piccole ma straordinarie esposizioni (fino al 6 ottobre 2013).

Possiamo affermare che la penetrazione della pittura barocca romana nei domini cybei inizia nel 1641 con il ritorno in patria dell’artista apuano Carlo Pellegrini (uno dei più stretti collaboratori di Gian Lorenzo Bernini), che diventando pittore di corte realizza per Carlo I la decorazione ad affresco della volta nella cappella di Palazzo Ducale, ma è la grande personalità di Alderano, e sopratutto la sua nomina a cardinale nel concistoro del 5 marzo 1645 per volere di Innocenzo X, che porta Massa ed avvicinarsi alla pratica artistica romana.

Non ancora porporato, Alderano già invia al padre (Carlo I) alcuni disegni della cerchia del Bernini (con il quale intratteneva rapporti) e il ritorno in patria del prima citato Pellegrini fu favorito, molto probabilmente, dalle insistenti proposte del figlio cadetto del duca di Massa, che fin da giovanissimo dimostra uno spiccata attenzione alle arti, che lo porterà a diventare uno dei più importanti collezionisti romani.

Se a Roma Alderano diventa protettore e committente dei maggiori artisti del periodo (Bernini, Borromini, Fontana, Maratta, Garzi, Morandi) nonchè “punto di riferimento per la nutrita colonia di scultori apuani che lavoravano nell’Urbe (da Domenico Guidi agli umili scalpellini)” è a Massa che “il cardinale rivolse le maggiori attenzioni, inviando dipinti, sculture antiche e moderne, reliquie e argenterie sacre, e finanziando la costruzione di edifici profani, chiese e monumentali altari marmorei” (come scrive Fabrizio Federici, co-ideatore e co-curatore delle esposizioni toscane).

L’esposizioni, accompagnate da un percorso culturale che comprende anche Palazzo Ducale e la Cattedrale dei SS. Piero e Francesco, hanno come obiettivo quello di ripercorrere le committenze del porporato e il suo ruolo fondamentale di “messaggero e portatore” delle novità artistiche di  quello stile tardobarocco romano che nelle chiesa e nella corte di Massa si impone con forza, cambiando radicalmente il volto delle prime e il gusto della seconda.

Allestimento della mostra.

Allestimento della mostra.

Le sale del Museo Diocesano accolgono la prima mostra: «Dono di Sua Eminenza». Meraviglie del Barocco romano a Massa, purtroppo ridotta al momento della mia visita per fare spazio ad un altro evento espositivo. Nelle teche sono esposti alcuni importanti e preziosi arredi liturgici, (davvero degne di attenzione le due pianete, entrambe di Manifattura romana, decorate con fili d’oro e argento, rispettivamente su seta bianca e viola con aggiunte in entrambe dell’ovvio stemma del cardinale Alderano Cybo) affiancati dall’interessante calice di Carlo II Cybo e da un bellissimo crocifisso bronzeo su disegno di Gian Lorenzo Bernini, già sicuramente presente nella collezione del cardinale e per il quale rimando ad un bellissimo saggio di Fabrizio Federici dal titolo. “Centri e periferie del barocco: circolazione di opere ed artisti tra Massa, Carrara e Roma nel Seicento” pubblicato sugli annuali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Vero diamante dell’esposizione è un ritratto di Alderano, proveniente da una collezione privata, e attribuito dal professor Tomaso Montanari a Giovanni Maria Morandi, che raffigura il principe della chiesa di tre quarti mentre con fare fermo e deciso osserva lo spettatore, il quale non può sottrarsi al suo sguardo austero che ben dimostra la sua straordinaria personalità.

Il percorso nelle tracce della storia artistica del Cardinale continua poi a Palazzo Ducale (dove è possibile visitare le sale della biblioteca e il bello, ma poco valorizzato, cortile interno) nella cattedrale dei SS. Piero e Francesco (dove gli occhi sono rapiti dalle grandi tele di Luigi Garzi per gli altari marmorei del transetto, in particolare la tela raffigurante “La disputa sull’Immacolata Concezione” del 1684, dove i santi del Garzi sembrano rimandare alle vesti di quelli danzanti nelle cattedra berniniana di san Pietro) per concludersi presso l’archivio di Stato, dove una piccola ma ricchissima mostra dal titolo: “Le carte del cardinale” espone ai visitatori carte, pergamene e epistole legate alle figura del potente prelato.

Gian Lorenzo Bernini (su modello di), Crocifisso, bronzo, ebano e argento, post 1660. Massa, Cattedrale (Museo Diocesano). Già nella collezione del cardinale Alderano Cybo.

Gian Lorenzo Bernini (su modello di), Crocifisso, bronzo, ebano e argento, post 1660. Massa, Cattedrale (Museo Diocesano). Già nella collezione del cardinale Alderano Cybo.

Delle piccole esposizioni che trasmettono però con grande profondità la figura del cardinale sconosciuto agli stessi massesi e, affiancandosi ad un piccolo itinerario di visita, portano alla riscoperta di un ricco ma dimenticato patrimonio cittadino, in un territorio non particolarmente attento, se non addirittura disinteressato, alla tutela del patrimonio.

In un periodo di particolari ristrettezze economiche, le iniziative di Massa brillano per la grande qualità e la straordinaria preparazione degli organizzatori, che nonostante le numerose difficoltà (quella del quarto centenario della nascita Cardinale non era certo un occasione per batter cassa e così i finanziamenti non sono stati numerosi) hanno saputo realizzare un evento che ha valorizzato l’interessante patrimonio locale presentandosi sulla scena nazionale come un’occasione di alta qualità.

Una ristrettezza economica che ha portato all’impossibilità di stampare un catalogo (grave perdita), di effettuare il prestito di alcune opere che avrebbero arricchito la proposta espositiva (l’unico prestito esterno è quello di Giovanni Maria Morandi da collezione privata, realizzato grazie al prezioso contributo del collezionista proprietario, che ha provveduto autonomamente al trasposto) ma che ha sopratutto dovuto contare sul lavoro non retribuito di molto personale che gratuitamente ha collaborato al progetto.

Devo rivolgere un personalissimo ed emozionato grazie alla dottoressa Elena Scaravella del Museo Diocesano di Massa, che alla mia richiesta di visitare la mostra durante la mattina ha risposto con una apertura eccezionale fuori dall’orario del museo, riservata a me e ai miei accompagnatori, e alla dottoressa Olga Raffo direttrice dell’Archivio di Stato di Massa che ci ha accompagnato all’interno della mostra documentaria con una ricca e interessante visita. Entrambe, nonostante la brevità del nostro incontro, mi hanno trasmesso uno straordinario amore per la materia e una grande dedizione al proprio lavoro, dimostrando ancora una volta che in una Italia che bistratta la cultura esiste ancora un personale appassionato, volenteroso e propositivo, che continua a remare contro tutte le correnti.

Non posso allora non chiudere questo articolo con una domanda. Perché nella bella e ricca Toscana non si è deciso di finanziare un evento come quello di Massa, che molto ha dato, ma che ancora di più avrebbe potuto dare alla città, alla regione e alla nazione? Perché fondi pubblici vengono spesi in assurde ricerche delle ossa della Gioconda (che nulla aggiungono alle conoscenze della storia dell’arte) e non in attività di ricerca e sana valorizzazione?

Le telecamere di centinaia di testate giornalistiche si accalcavano davanti al felice signor Vincenti che apriva la cripta della Santissima Annunziata, proprio negli stessi mesi delle mostre dedicate al cardinale. Quando si deciderà di puntare quelle stesse telecamere su iniziative come quelle di Massa, e non su quelle appena citate (che NULLA hanno a che fare con la vera Storia dell’arte), quando a rispondere alle domande dei giornalisti sarà quel personale così appassionato e preparato e non più “pseudo ricercatori” della “Fanta-storia dell’arte”, allora ci si renderà conto di aver perso una grande occasione per realizzare e produrre cultura, quella vera.

A presto

 

Info MOSTRA

“Il Cardinale per Massa; Alderano Cybo (1623 – 1700) ne quarto centenario della nascita”

Museo Diocesano, Palazzo Ducale, Cattedrale dei SS. Pietro e Francesco, Archivio di Stato,  Massa

15 giugno 2013 – 6 ottobre 2013

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